HomeCronacaDall’odio politico alla guerriglia nelle città: perché non dobbiamo abituarci a stazioni e autostrade occupate e università intollerantiLe manifestazioni sono agevolmente infiltrate da gruppi violenti che cercano lo scontro con le forze dell’ordine o la distruzione di luoghi simbolici. Il terrorismo potrebbe ripresentarsi con la saldatura tra antagonisti e islamisti radicali. Servono politica e corpi sociali intermediL’assalto ai cantieri del tram a Bologna, dopo il tentativo di entrare in stazioneRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’Italia ha un pavimento di odio politico che viene da lontano e che è stato nel tempo alimentato. La stessa politica democratica se ne è ricorrentemente dimenticata esasperando toni e argomenti per sostenere pur legittime convinzioni. In questo modo, senza volerlo, ha offerto il clima, il contesto, per azioni violente su cose e persone.
Tensione in tangenziale a Milano
Il risultato è che le manifestazioni sono agevolmente infiltrate da gruppi intenzionati allo scontro con le forze dell’ordine o alla distruzione di luoghi simbolici. Così come le università hanno perso la caratteristica di luoghi aperti alla pluralità delle opinioni e sono spesso sotto il controllo di minoranze violente e intolleranti. Con qualche complicità tra i docenti.








