L’ultimo allarme arriva da Ladispoli, dove sono stati ritrovati alcuni esemplari di testuggine azzannatrice (Chelydra serpentina il nome scientifico). Non sarebbe la prima volta in quest’area. Arrivano così prescrizioni chiare per chi dovesse imbattersi nel rettile, che rappresenta un pericolo per l’uomo: "È importante evitare di toccarla o di spostarla impropriamente, perché il collo dell'animale riesce ad allungarsi facilmente per mordere”, spiega il maggiore Matteo Brovelli, comandante della Sezione Operativa Centrale Carabinieri Cites.
“Andavano di moda, in passato c'è stato un certo boom di vendite senza tener conto delle conseguenze. - annota Andrea Brutti, dell'ufficio Fauna selvatica di Enpa - Come accaduto anche per alcuni serpenti, questa specie di tartaruga è stata acquistata senza considerare quanto potesse crescere e quanto potesse diventare pericolosa”.
E dunque il caso riaccende i riflettori sul fenomeno dei rilasci in natura di animali detenuti in cattività, in primis pesci d’acquario, serpenti e, non ultime, proprio le tartarughe: emblematici, su tutti, i numeri della Trachemys scripta, la tartaruga americana, o tartaruga dalle orecchie rosse, che ha ampiamente invaso i nostri spazi pubblici. Un tema che sta molto a cuore a Nicola Bressi, naturalista e zoologo del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, in libreria con Coinquilini bestiali (Aboca Edizioni).








