Un gesto nato dall’empatia, dettato dal desiderio di sottrarre esseri viventi al bancone di una cucina, che si è trasformato, a insaputa delle protagoniste, in un grave rischio per la biodiversità del Mediterraneo. È l’epilogo agrodolce del fuoriprogramma andato in scena domenica scorsa a Pompei, dove due turiste statunitensi, madre e figlia arrivate dal Texas, hanno deciso di acquistare tutti gli astici presenti nell’acquario del ristorante “Mercato Pompeiano” per restituirli al mare.

Secondo quanto ricostruito dai titolari del locale, le due donne si sono fermate a lungo a osservare i crostacei nella vasca adiacente al loro tavolo durante il pranzo. Da lì è maturata l’idea di comprare l’intero lotto per evitare agli animali di finire nel menù. La scena ha catturato l’attenzione del personale e dei clienti: è stata la figlia stessa, utilizzando il retino solitamente impiegato dai camerieri, a pescare uno per uno gli astici dall’acquario per trasferirli in contenitori idonei al trasporto.

Armate di una bacinella piena di crostacei, le due turiste hanno poi preso un taxi, facendosi accompagnare sulla vicina spiaggia di Castellammare di Stabia. Sotto il sole campano, la figlia ha liberato la decina di esemplari nelle acque del Tirreno, assicurandosi che prendessero il largo, mentre la madre riprendeva l’intera sequenza con lo smartphone. “Vogliamo portare a casa negli Usa il ricordo di questo avvenimento. È stato bello, siamo felici”, ha dichiarato la donna nel video diventato poi virale. “Abbiamo regalato loro una ultima possibilità”. A suggellare l’operazione, un messaggio in inglese inviato al proprietario del ristorante: “Grazie per avercelo permesso, se anche vivranno qualche giorno in più ne è valsa la pena. Mia mamma avrebbe sempre voluto farlo quando abbiamo visto le aragoste nei ristoranti, ma non è stato mai possibile”.