Tra l’Aurelia intasata e i "furbetti” del posteggio fronte mare, le riviere fanno i conti con un turismo che cresce ma "paga" un conto irrisorio. Comuni in rivolta: “Mancano le aree sosta”

Tanti i camper in sosta sull'Aurelia del ponente savonese

Genova – C’è chi lo chiama "spirito di libertà" e chi, guardando dal bancone di un bar di Varazze o Lavagna, lo chiama più prosaicamente "il tappo". I ponti del 25 aprile e questo del 1° maggio lo hanno confermato: la Liguria è diventata la terra promessa del turismo itinerante. Ma la promessa, per i residenti e i sindaci costieri, somiglia sempre più a una minaccia color bianco latte e lunga circa sette metri. Da Ventimiglia a Sarzana le colonne di camper e Van hanno punteggiato l’Aurelia come perle di una collana troppo stretta per il collo della nostra viabilità. Il risultato? Parcheggi selvaggi in ogni anfratto vista mare e le solite cicliche polemiche che infiammano le associazioni di categoria.

L'aurelia di Spotorno colonizzata dai camper

Non è solo una sensazione da automobilista imbottigliato: i dati parlano chiaro. Negli ultimi dieci anni, le immatricolazioni di veicoli ricreazionali in Italia sono praticamente raddoppiate, passando dalle circa 3.700 unità del 2014 alle quasi 8.000 del 2025 (un balzo del +113%). Se contiamo anche il mercato dell’usato, nell'ultimo anno sono stati oltre 44.000 gli italiani che hanno deciso di mettersi al volante di una casa su ruote. E attenzione, perché il camperista moderno non è più solo quello del "mansardato" formato famiglia. La vera invasione silenziosa è quella dei van camperizzati: mezzi più agili, che si fingono furgoni ma che dentro hanno tutto, dal lavello alla doccia. Risultato? Si infilano dove i fratelli maggiori non passano, occupando stalli destinati alle auto e sparendo dai radar della tassa di soggiorno.