Genova, Savona, Imperia e La Spezia: decine di Aps locali garantiscono vita e turismo soprattutto ai piccoli borghi. Dalle sagre alle fiere, 7 mila volontari spingono un motore economico dell'estate prezioso per il territorio
La folla alla sagra di Camogli
Genova – Mentre le città si preparano ai flussi turistici internazionali, c’è una Liguria "nascosta" che respira grazie all’impegno silenzioso e costante di migliaia di volontari. Sono le Pro Loco (dal latino, "a favore del luogo"), realtà che oggi più che mai rappresentano la vera spina dorsale della promozione territoriale, specialmente nei piccoli Comuni dove spesso costituiscono l'unica forma di presidio sociale e culturale. In Liguria l’ultimo censimento è appena uscito e ne censisce 155 in tutto.
Dall’analisi dell'Albo Regionale emerge un quadro incoraggiante: sono appunto 155 le associazioni attive in Liguria. Non si tratta solo di organizzare la "sagra del paese", ma di gestire uffici di informazione turistica, curare sentieri, mantenere vive tradizioni secolari che altrimenti rischierebbero di andare perdute. Ed è oltretutto una realtà in crescita. Nel 2024 e nel 2025 c’è stata un'ondata di nuove iscrizioni e rinnovi (molte trasformate in APS - associazioni di promozione sociale per adeguarsi alla riforma del Terzo Settore), segno di un tessuto sociale che non vuole arrendersi allo spopolamento.






