Non è piaciuta per nulla al Comitato di redazione del Corriere della Sera l'intervista pubblicata dal loro stesso quotidiano a pagina 7 dell'edizione milanese, dal titolo "Dieci appuntamenti al giorno. 'Mi vendo, ma resto libera'". Il tema è forte: quello delle escort. L'argomento peraltro è attualissimo, alla luce dello scandalo che ha travolto parecchi calciatori di Serie A, di Milan, Inter e non solo.

La protagonista dell'articolo è tale "Taylor B", escort per professionisti che peraltro evita i calciatori: "Non conviene". In via Solferino il caso esplode il 29 aprile, e non tanto per l'intervista in sé quanto per i toni usati: troppo enfatici, quasi uno spot alla professione "più antica del mondo", come si suol dire.

FUORI DAL CORO, MAILA "COSTRETTA A FARE LA ESCORT DA MAMMA A 14 ANNI". E GIORDANO SBROCCA

Nel polverone che si è alzato nel mondo del calcio, quello relativo alle indagini della Procura di Milano su una ...

E così il sindacato interno dei giornalisti ha pensato bene di scrivere una lettera di protesta al direttore Luciano Fontana, contestando la linea dell'intervista: "Il pezzo tratta un'attività di prostituzione con il tono e l’estetica di un profilo di successo imprenditoriale: foto glamour, enfasi sui guadagni, riferimenti all'empowerment femminile", si legge nella lettera ufficiale del CdR, secondo cui il tutto sembra addirittura "pubblicità all'attività in questione".