Partiamo da un dato: lo stipendio della metà dei lavoratori italiani (il 51%) è cresciuto meno dell’inflazione tra il 2019 e il 2024. Significa che i cittadini hanno perso potere d’acquisto, a causa dei rincari e dei salari che non sono aumentati allo stesso modo.

Gli effetti si riflettono su ampie fasce della popolazione: non tutti possono permettersi spese educative o sportive per i figli, mentre sul fronte abitativo la condizione di chi vive in affitto è economicamente più fragile.

L’analisi su più di 4 milioni di precompilate

Il periodo preso in esame nel rapporto Iref Acli integra la pandemia e, in teoria, il periodo di ripresa successivo. L’analisi si basa su un campione di circa 4 milioni di 730, prendendo prende in esame sei anni fiscali (appunto, dal 2019 al 2024).

Bassa mobilità salariale