Una vera e propria "rivolta organizzata" è avvenuta nel Reparto G12 del Nuovo complesso di Rebibbia, dove un gruppo di detenuti ha appiccato un incendio nel corridoio della Sezione C. Materassi e coperte sono stati utilizzati per creare una vera e propria barriera di fuoco, mentre i cancelli d'accesso sono stati bloccati con lenzuola annodate, nel tentativo deliberato di ostacolare i soccorsi e impedire qualsiasi intervento tempestivo.

A riferirlo è il sindacato della polizia penitenziaria Uspp che descrive "scene di estrema tensione e violenza" e "una situazione estremamente critica, aggravata dalla presenza di fumi tossici e dal concreto rischio per l'incolumità di detenuti e operatori. Solo grazie alla prontezza, al sangue freddo e all'elevata professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio - sottolinea una nota- si è riusciti a evitare conseguenze ben più gravi, mettendo in sicurezza l'intera popolazione detenuta nonostante le condizioni proibitive e l'aggressività della rivolta".

"Assistiamo a un cambiamento preoccupante nel comportamento della popolazione detenuta, sempre più riluttante al rispetto delle regole. È necessario ripensare le modalità di gestione- dichiara il segretario regionale Uspp del Lazio, Giovanni Passaro - occorre individuare nuove strutture".