Una vera e propria "rivolta organizzata" è avvenuta nel Reparto G12 del Nuovo complesso di Rebibbia, dove un gruppo di detenuti ha appiccato un incendio nel corridoio della Sezione C. Materassi e coperte sono stati utilizzati per creare una vera e propria barriera di fuoco, mentre i cancelli d'accesso sono stati bloccati con lenzuola annodate, nel tentativo deliberato di ostacolare i soccorsi e impedire qualsiasi intervento tempestivo.
A riferirlo è l’organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp): "Solo l’eroismo e il sangue freddo del personale in servizio – denuncia il segretario regionale dell’Osapp – a cui va il nostro più totale plauso, hanno evitato che oggi si dovessero contare i morti. Il personale ha dovuto operare tra fumi tossici e fiamme, mettendo in sicurezza l’intera popolazione detenuta nonostante le condizioni proibitive e l'aggressività della rivolta".
“Siamo stanchi, siamo esausti, siamo indignati – continua il segretario regionale – Il personale di polizia penitenziaria di Rebibbia non può continuare a fare da scudo umano alla totale incapacità gestionale di chi siede nelle poltrone che contano. Non accettiamo più di lavorare in condizioni da Terzo Mondo, dove la nostra incolumità è lasciata al caso o alla buona sorte”. L’Osapp chiede al Dap, “un intervento immediato e radicale, perché è evidente che il sistema attuale è al collasso e che le strategie di gestione della sicurezza sono fallimentari."






