L’ex pilota e campione paralimpico è morto a 59 anni: dopo aver perso le gambe nell’incidente del 2001 era tornato a vincere tra i motori e ha scritto la storia ai Giochi
Alex Zanardi sulla sua handbike con cui ha vinto ai Giochi di Londra e Rio de Janeiro
Genova – E’ stato campione nei motori, lo è stato ancora di più con la sua handbike nello sport paralimpico ma soprattutto è stato un esempio un uomo innamorato della vita che non si è mai arreso davanti agli ostacoli: a 59 anni, nella serata del primo maggio, è morto Alex Zanardi.
Nato a Bologna, classe 1966, a soli 25 anni Zanardi aveva esordito in Formula Uno con la Jordan. I successi più importanti però li aveva colti negli Usa, campione Cart nel 1997 e nel 1998. Nel 2001 sul circuito del Lausitzring, in Germania, era stato vittima di un drammatico incidente, salvo per miracolo aveva subìto l’amputazione delle due gambe. Ma da lì, dopo l’incontro con Vittorio Podestà, il ligure campione paralimpico nell’handbike, era iniziata la sua seconda vita nella stessa disciplina.
Con la sua handbike, Zanardi ha vinto quattro ori e due argenti tra i Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, per poi dedicarsi anche alle gare Ironman. Allo stesso tempo Alex si era distinto anche da uomo di spettacolo con la conduzione di Sfide, in cui raccontava storie e imprese di altri sportivi. Poi, nel 2020, il terribile scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del Senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata, incidente da cui non si è mai pienamente ripreso.










