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Il sindacato leader nell’istituto dopo il caos sul deficit: "Noi garanti dell’autonomia"
Ai numeri pubblicati dal Giornale sull'Istat e sui suoi costi non ha replicato l'istituto (come d'uopo ove fossero state riportate inesattezze), ma la Flc-Cgil - il sindacato più rappresentativo all'interno dell'ente - a difesa di quella «autonomia e indipendenza» che avremmo osato mettere in discussione. Scopo primario sancire la neutralità dei numeri rispetto a un milieu di sinistra. Come se la scelta di seguire pedissequamente i dettami tecnici di Eurostat non fosse essa stessa un atteggiamento politico.
Il sindacato guidato da Gianna Fracassi ribadisce che «lo stanziamento ordinario per l'Istat è sostanzialmente fermo da anni intorno a 200 milioni» (230 milioni per la precisione) e che i dipendenti sono «1.862 lavoratori, non 1.900» (crimine di arrotondamento per eccesso!). Ma il punto non è la disputa sui numeri: è che questa struttura, comunque finanziata dai contribuenti, ha blindato una contabilizzazione del Superbonus che ha mantenuto il deficit/Pil al 3,1%, lasciando l'Italia sotto procedura europea proprio mentre il Tesoro di Giancarlo Giorgetti correggeva gli squilibri ereditati.






