UNa sentenza della Suprema Corte serve un assist ai pensionati: lecito il rifiuto di restituire all'Inps le somme richieste nel caso in cui il reddito risulti aumentato. Il tema riguarda da vicino chi percepisce prestazioni legate al reddito, come l’Assegno Sociale, misura assistenziale destinata agli over 67 con risorse limitate. L’importo, aggiornato periodicamente, non è fisso: varia in base alla situazione economica e può ridursi fino ad azzerarsi se si superano determinate soglie. Proprio questa natura “mobile” è all’origine di molti contenziosi.

Il nodo - come spiega minuziosamente brocardi.it - è nel meccanismo di calcolo adottato dall’Inps, che prende come riferimento i redditi dell’anno precedente. Ne deriva uno sfasamento temporale: si possono percepire importi pieni anche quando la situazione economica è già cambiata. Solo in seguito, attraverso controlli incrociati, l’Istituto ricalcola quanto dovuto e chiede indietro le somme considerate indebite.

PENSIONI, AUMENTI FINO A 80 EURO: ECCO QUANDO PUÒ CAMBIARE L'ASSEGNO, TUTTE LE CIFRE

Ogni inizio anno, gli importi delle pensioni (previdenziali e assistenziali) vengono adeguati al costo della vita attrav...

È ciò che accade, ad esempio, quando un beneficiario ottiene entrate aggiuntive — da lavoro occasionale o da locazioni — senza che queste incidano immediatamente sull’assegno. L’anno successivo, però, quei redditi diventano il parametro ufficiale e possono determinare sia la riduzione o sospensione della prestazione, sia l’avvio delle procedure di recupero.