Anche se a sbagliare è l'Inps, paga il conto il contribuente. La vicenda è quella di un ex ufficiale dell'Esercito, il quale dopo 25 anni di regolari pagamenti della pensione di reversibilità si è visto arrivare a casa un conto da 26mila euro che era chiamato a restituire. Una mazzata, una richiesta figlia di un errore di calcolo compiuto dall’istituto previdenziale e scoperto solo a distanza di oltre due decenni.

Il caso, raccontato dal Messaggero Veneto, riguarda un ex militare che dopo la morte della moglie aveva iniziato a percepire la pensione di reversibilità prevista per il coniuge superstite. L’importo dell’assegno era stato stabilito direttamente dall’Inps e per circa venticinque anni era stato versato con regolarità, senza contestazioni né verifiche particolari.

La situazione è cambiata soltanto recentemente, quando l’ente ha avviato una serie di controlli interni sulle prestazioni in pagamento. Proprio durante queste verifiche sarebbe emerso un errore nel calcolo originario della pensione: secondo la ricostruzione del Messaggero Veneto, per anni l’ex ufficiale avrebbe percepito una somma superiore a quella effettivamente dovuta.

Da qui la richiesta dell’Inps di restituire la differenza tra quanto erogato e quanto, secondo i nuovi calcoli, sarebbe spettato. Il conto presentato al pensionato ammontava a circa 26 mila euro. Una richiesta che ha sorpreso l’uomo, anche perché l’errore non sarebbe legato a dati inesatti o a omissioni da parte sua, ma esclusivamente al modo in cui l’importo era stato determinato all’origine dall’istituto previdenziale. Proprio su questo punto si è sviluppato il contenzioso.