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Due sentenze della Corte di Cassazione definiscono al meglio i casi in cui si può avere diritto a trattenere le cifre erogate
Tra le misure assistenziali più importanti destinate agli anziani, per la precisione agli over 67 che si trovano in condizioni di disagio reddituale, c’è sicuramente l’Assegno Sociale: questa forma integrativa di supporto non è tuttavia immutabile, dal momento che la sua consistenza deriva direttamente dalla situazione economica del richiedente.
Ad oggi il tetto massimo è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità, vale a dire 7.102,12 euro all’anno, ma come detto poc'anzi la consistenza dell’assegno è inversamente proporzionale al reddito del beneficiario: più questo s’incrementa e più di conseguenza si riduce la cifra a cui si ha diritto e viceversa. Andando aldilà delle soglie previste per legge si può arrivare anche alla sospensione dell’erogazione di tale integrazione. Fin qui tutto semplice, tuttavia la situazione non è sempre di facile lettura, dal momento che l’effetto di questi scatti reddituali, nel bene o nel male, non è immediato. Il totale dell’assegno spettante si basa infatti sul calcolo del reddito dell’anno precedente, ed è qui che possono venirsi a creare dei problemi.






