Il 2 maggio il Governo Meloni taglia il traguardo di secondo più longevo nella storia della Repubblica e veleggia verso il 4 settembre, con l’obiettivo, ostinatamente perseguito dalla premier, di superare il record del Berlusconi II. Ma la navigazione non è più tranquilla come prima del 23 marzo: la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia ha aperto una fase nuova. Fatta di liti, inciampi, fibrillazioni e incognite.
Il calendario
Per Meloni adesso scattano 1.287 giorni alla guida dell’Italia, quanto durò quel Berlusconi IV di cui la stessa leader di Fratelli d’Italia fece parte come ministra della Gioventù tra il 2008 e il 2011. Uno scenario allora inimmaginabile, se non altro perché Fratelli d’Italia sarebbe nato soltanto nel 2012 e sarebbe rimasto intorno a percentuali risicate nei consensi fino al 2022, l’anno del salto dal 4,2% del 2018 al 26% e della rivincita dell’«underdog» come la premier si è definita nel discorso per la fiducia alle Camere.
Il prossimo target
Prima donna a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio, non può che sognarne un altro: arrivare ai 1.412 giorni del Berlusconi II, oltrepassare la meta raggiunta dal Cavaliere il 23 aprile del 2005. Ma questi sono mesi difficilissimi, con la guerra in Iran e nel Golfo, il distacco dagli Stati Uniti e da Donald Trump passato a dardeggiare contro l’Italia, la crisi energetica, lo spettro di una recessione da scongiurare, il deficit rimasto sopra il 3% del Pil, un’Europa che resta sorda alle richieste di deroghe al Patto di stabilità.














