Il governo Meloni ha raggiunto, lo scorso 2 maggio, un traguardo inconfutabile: è diventato il secondo più longevo della storia repubblicana italiana (1288 giorni), mettendo nel mirino quello che Berlusconi guidò dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 (1412 giorni in carica). Manca poco, il prossimo settembre, tra 124 giorni, Giorgia Meloni diventerà la premier più duratura (per una singola legislatura), della storia della Repubblica.
Nel corso di diMartedì, programma di approfondimento di La7 dei temi d’attualità e politica, è intervenuto il giornalista Massimo Giannini, che ha criticato questa “longevità” paragonandola all’immobilismo di un centenario che non riesce più ad essere autonomo: “La longevità è sicuramente un pregio, ma è condizione non sufficiente per fare un buon governo. È come un essere umano, siamo tutti contenti se un essere umano vive fino a cento, centodieci anni, ma bisogna vedere in che condizioni ci arriva. Se passa gli ultimi venti anni della sua esistenza immobile, su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che sia vissuto così tanto”. Da lì il riferimento all’attuale maggioranza: “La stessa cosa vale per un governo, ormai siamo quasi a 4 anni e questo governo non ha fatto una sola riforma reale che ha cambiato la vita degli italiani. Ne ha fatte 3, una peggio dell'altra. Una gliel'ha bocciata la Corte Costituzionale, cioè l'autonomia differenziata, l'altra gliel'hanno bocciata gli italiani sulla giustizia e l'ultima, il premierato forte, è su un binario morto. Questo è il governo più longevo, dopo quello di Berlusconi”.












