Impresse sul bel palazzo Liberty della Canottieri Milano, la storica società di canottaggio che si affaccia sul Naviglio Grande, ci sono due scritte in latino: Navigare necesse est e Volenti nil difficile: nulla è difficile per chi lo desidera. L’ingegner Fabrizio Tellarini, di professione consulente aziendale, deve averli stampati sul cuore, i motti della “Cano”.

Solo così si spiega la sua pazza idea di partecipare da solo, a 67 anni, all’Atlantic Rowing Race, la traversata oceanica a remi più dura del mondo, non a caso ribattezzata The World’s Toughest Row. Il via il 12 dicembre da La Gomera, alle Canarie, arrivo dai 40 ai 60 giorni dopo ad Antigua, ai Caraibi.

In mezzo, tremila miglia marine di vento e onde dell’Atlantico: oltre 5500 chilometri di remate solitarie a bordo della sua Talìa, l’avveniristica barca col muso da delfino costruita in Olanda. Sette metri e 44 di scafo in carbonio per 200 kg di peso, un miracolo di tecnologia e ingegneria nautica.

Talìa, l'imbarcazione a remi col muso da delfino con cui Tellarini sfiderà l'Atlantico

Alla gara prenderanno parte 43 equipaggi da tutto il mondo, da uno a cinque rematori: solo sette in solitaria come Fabrizio, che è atteso al rientro dalla sfida dalla sua compagna Sara, dal figlio e da Tubo, il suo adorato cane Corso.