"Adattarmi è il cuore della vita e dell’avventura in generale”. Lo racconta così il senso del viaggio, Lorenzo Barone, 28 anni. È sbarcato a Kourou, nella Guyana Francese, dopo aver attraversato l’Atlantico su una barca senza né vela né motore, navigando in solitaria per 34 giorni. Salpato dalla Mauritania lo scorso 19 dicembre ha raggiunto la costa il 24 gennaio. Specialista delle avventure in solitaria, ha percorso oltre 100mila chilometri in giro per il mondo, a piedi, i bicicletta o navigando.
La traversata oceanica è solo una parte del "Project Dust", la via della sabbia, una vera e propria spedizione che il ventottenne umbro ha cominciato lo scorso 29 ottobre in nord Africa, con l'idea di ripercorrere le vie delle polveri del Sahara che arrivano nella foresta amazzonica attraversando l'Atlantico. Nella prima fase del viaggio a percorso in bicicletta Tunisia, Algeria e Mauritania. Dopo l'Atlantico inizierà una terza fase, in Amazzonia, sempre in bicicletta e poi l’ultima, sulle Ande, in Cile, per raggiungere il vulcano più alto della terra, la vetta del Ojos del Salado.
"Niente è andato come avevo previsto - ha raccontato sui suoi account social - mi sono capovolto di notte imbarcando acqua, si è rotto un pannello solare, la nausea è durata tre settimane, le correnti oceaniche mi hanno fatto ballare per centinaia di chilometri, ho quasi naufragato sugli scogli e per risalire il fiume nell'ultimo tratto alcuni pescatori si sono offerti di aiutarmi. Ho dovuto adattarmi e questo per me è il cuore dell'avventura e della vita in generale. Iniziare un viaggio con tante domande e pensieri, per poi trovare le risposte lungo il cammino".






