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Quando la diva finì dietro le sbarre a Caserta, tra i fiori delle detenute e la folla in delirio: cronaca di una lunghissima ingiustizia

È un irreale mercoledì di maggio del 1982. Il cielo sopra Caserta ha il colore del piombo, mentre l’aria si addensa di attesa. L’Italia, sospesa tra il rito del caffè e il batticuore dei Mondiali di Spagna, sta assistendo ad un cortocircuito che ha del cinematografico, eppure è cronaca pura che sfuma presto in leggenda popolare. La donna più ammirata del pianeta, l’incarnazione stessa della bellezza mediterranea, varca la soglia del carcere femminile. Sophia Loren, la Diva delle dive, entra in cella.

Ma come è potuto succedere? L’accusa è un macigno: evasione fiscale. Una serie di conteggi che per lo Stato non tornano affatto. E che fanno approdare ad una conclusione drammatica, personalmente e mediaticamente: la Loren deve andare in carcere per una presunta evasione fiscale di 922 milioni di lire.