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Una madre italiana rischia di essere arrestata da un momento all'altro. E c'è una bambina di tre anni bloccata lì, nel mezzo di una vicenda drammatica e surreale

Caro Direttore Feltri,

da anni sentiamo parlare di patriarcato, di oppressione maschile, di solidarietà femminile, di donne da difendere. Ogni giorno veniamo bombardati da campagne, slogan, manifestazioni, accuse contro l'Occidente, contro il maschio bianco, contro la nostra cultura ritenuta responsabile di ogni male. Poi però accade una cosa vera. Una cosa terribile. Una cittadina italiana, Nessy Guerra, madre di una bambina di tre anni, viene condannata in Egitto a sei mesi di carcere per adulterio. Sì, nel 2026. Per adulterio. Come nel Medioevo. E la figlia, a quanto pare, non può lasciare il Paese. Ebbene, io non ho visto cortei. Non ho visto piazze piene. Non ho visto le grandi sacerdotesse del femminismo urlare contro il patriarcato egiziano. Non ho visto indignazione collettiva, hashtag, mobilitazioni permanenti. E allora mi chiedo: il patriarcato esiste solo quando fa comodo? Solo quando si può accusare l'uomo occidentale? Solo quando si può attaccare la nostra civiltà?