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Fine vita, Englaro racconta gli anni di ricorsi e carte bollate per poter "lasciare andare" la figlia Eluana
Allora si trovò in mezzo al deserto. Si ada proprio a questa immagine Beppino Englaro, il papà di Eluana. "Ci sono voluti 17 anni di ricorsi e carte bollate per lasciar andare Eluana, proprio come lei avrebbe voluto, ma è stato un periodo tormentassimo e i primi quattro anni io e mia moglie li abbiamo vissuti dentro una bolla di solitudine e di soerenza".
Englaro è in un letto di ospedale a Brescia: sono passati 35 anni dall'incidente che segnò nel 1992 il destino della ragazza ma lui non ha perso l'alata, intransigente e scabra combattività di un tempo: "Mi sembrava di impazzire, non trovavo interlocutori, tutti contro, a tutti i livelli. Poi il Comitato di bioetica aprì le porte: qualcuno si poneva delle domande, rispondeva ai miei quesiti, immaginava soluzioni. Oggi per fortuna, il Paese è cambiato, l'Italia è diversa da quella degli anni Novanta come il giorno dalla notte e c'è anche una legge che ha recepito le istanze di Eluana".






