La stima preliminare dell’Istat diffusa ieri ci ha detto che per adesso, prima che gli effetti della guerra in Medio Oriente e del blocco dello stretto di Hormuz si materializzino nei prossimi numeri dell’economia mondiale ed europea, il PIL dell’Italia è aumentato ancora dello 0,2% nel primo trimestre di quest’anno rispetto ai tre mesi precedenti (con un aumento tendenziale dello 0,7% sullo stesso trimestre dell’anno scorso). Un incremento che fa seguito al positivo +0,3% congiunturale già registrato nel quarto trimestre 2025 e che è superiore al +0,1% della crescita media dell’Eurozona nei primi tre mesi dell’anno in corso. L’Istat ha precisato che la variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, vi è stato un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. È chiaro che non siamo in presenza di numeri eccezionali ma aver messo in cascina un altro progresso, in attesa di capire l’impatto globale della bufera scatenata dal conflitto israeliano-americano-iraniano, è un fatto positivo e porta la crescita acquisita dall’Italia nel 2026, cioè quella che si avrebbe se i restanti tre trimestri dell’anno restassero fermi, al +0,5%.
Il Pil avanza nella bufera: +0,2%
La stima preliminare dell’Istat diffusa ieri ci ha detto che per adesso, prima che gli effetti della guerra in Medio Oriente e del blocco dello stretto di Hormuz si materializzino nei...












