La strada di campagna che porta al centro di Gonzaga (Mantova) è l’emblema del nostro rapporto con gli animali. I resti di quelli selvatici rimasti investiti sono stesi sull’asfalto. Mentre più in lontananza si intuisce la presenza di quelli allevati, nascosti in strutture di cemento dove sono stipati a migliaia, senza mai poter calpestare un prato né vedere la luce del sole. Per via della giornata ventosa, l’odore inconfondibile e nauseabondo degli allevamenti intensivi arriva a violente zaffate. Questa cittadina dell’Oltrepò di 8.500 abitanti conta ben 60mila capi, tra mucche da latte, vitelli a carne bianca e maiali. Il rapporto è di 1200 animali per chilometro quadrato. Sette per ogni cittadino. Una situazione insostenibile, sia a livello ambientale sia per i rischi sanitari e le condizioni in cui vivono quelli che, anche se spesso viene dimenticato, sono esseri senzienti dotati di intelligenza ed emozioni. La sindaca di Gonzaga, Elisabetta Galeotti ha tentato di porre rimedio a questo stato di cose sospendendo, attraverso un regolamento comunale, le autorizzazioni per nuove strutture e limitando l’ampliamento di quelle già presenti. Una scelta, che sembrerebbe di buon senso, per tutelare cittadini e piccoli produttori, ma contro la quale si è opposto l’assessore all’agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi (FdI), facendo ricorso al Tar.
Nel comune che dice stop agli allevamenti intensivi
A Gonzaga (8.500 abitanti) si contano ben 60mila capi, tra mucche da latte, vitelli a carne bianca e maiali. Il rapporto è di 1200 animali per chilometro quadr…
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