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Ultimo aggiornamento: 15:14
“La libertà di stampa nel mondo ha raggiunto il suo livello più basso da 25 anni”. A lanciare l’allarme è Reporters sans frontières (Rsf), Ong con sede a Parigi, nel World Press Freedom Index 2026, il report annuale sullo stato di salute dei media a livello globale. La classifica viene stilata in base a cinque indicatori: economico, legale, securitario, politico, sociale. “Quello maggiormente in calo quest’anno riguarda la cornice legale”, sottolinea la direttrice editoriale di Rsf, Anne Bocandé. Preoccupante è anche la situazione in Italia che è passata dal 49esimo posto nel 2025 al 56esimo (superata, tra le altre, dalla Costa d’Avorio, dal Ghana e dal Gambia).
Tra i principali problemi per la Penisola c’è la minaccia di organizzazioni mafiose verso i giornalisti, così come di gruppi estremisti. Il resoconto parla però anche del “tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria con una ‘legge bavaglio‘”.
”La libertà di stampa in Italia continua ad essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare, nel sud del Paese”, si legge nel report. Per questo l’Ong ricorda che una ventina di giornalisti vivono sotto protezione permanente della polizia a seguito di intimidazioni o aggressioni. Ma a preoccupare è anche la situazione politica del Paese. “I professionisti dei media ricorrono talvolta all’autocensura, sia per via della linea editoriale della propria testata sia per timore di potenziali azioni legali come le cause per diffamazione“.









