La Banca centrale europea non si muove. Non ancora, perlomeno. L’Eurotower sceglie la linea della prudenza e mantiene i tassi di interesse fermi, con l’indice sui depositi ancorato a quota 2,00%. La riunione odierna si chiude senza scossoni nella forma, dominata dall’attesa e dal peso delle incognite belliche in Medio Oriente. Francoforte intraprende la via della stabilità e rinvia ogni mossa in un panorama segnato da variabili esterne non governabili. I banchieri preferiscono prendere tempo fino a giugno, mese in cui le nuove proiezioni degli esperti offriranno un quadro nitido sugli effetti della crisi su crescita, aspettative di inflazione e listini. La decisione di oggi riflette il compromesso per decifrare i rischi in corso, che sono numerosi e con un’asimmetria di fondo che complica il lavoro del Consiglio direttivo.
In un contesto del genere, Lagarde ricorda ai governi dell’eurozona che le misure per contrastare le attuali fibrillazioni sul mercato dell’energia devono essere temporanee, mirate e su misura, per evitare squilibri macroeconomici. Allo stesso tempo, gli esecutivi sono chiamati a una significativa prudenza sui conti pubblici. Un messaggio soprattutto per i Paesi con alto debito e marcato deficit, come Francia e Italia.













