Ifarmaci biosimilari, cioè i 'farmaci-copia' di medicinali biologici a brevetto scaduto, possono essere considerati intercambiabili e il farmacista, con l'assenso del medico, può sostituire un medicinale con l'equivalente biosimilare.
Sono alcune delle indicazioni che emergono dal terzo Position Paper dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sui farmaci biosimilari, che aggiorna il documento adeguandole alle ultime indicazioni dell'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema).
In particolare, di recente l'Europa aveva ribadito che biosimilari approvati nell'Ue sono scientificamente considerati intercambiabili con i rispettivi originatori.
Prendendo le mosse da questa posizione, l'Aifa ribadisce ora che il rapporto beneficio-rischio dei biosimilari è pari a quello dei farmaci di riferimento e perciò li reputa intercambiabili sia per i pazienti al primo trattamento (naïve) sia per i pazienti già in cura.
Il documento Aifa, raccomanda inoltre lo "switch informato".






