BELLUNO - Ha tentato di violentare il compagno di cella: il 46enne di origine marocchina ieri era davanti al collegio dei giudici al fianco del suo difensore, l’avvocato Marco Arrigo di Treviso. Non era riuscito nel suo intento perché erano arrivate le guardie carcerarie. Le stesse che ieri hanno testimoniato davanti ai giudici Silvia Ferrari presidente, Federico Cavalli ed Enrica Marson a latere.
I fatti risalgono all’ottobre 2021 alla casa circondariale di Baldenich. La vittima, un 31enne di origine afghana (assistito dagli avvocati Mario Mazzoccoli e Cristiana Riccitiello), era il suo compagno di cella e ieri doveva raccontare cosa era accaduto. Invece è rimasto bloccato in Afghanistan, dove era rientrato per il funerale del padre, ma a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran gli hanno rinviato il volo. L’istruttoria è proseguita ascoltando le guardie penitenziarie, una in particolare ha confermato che i pantaloni della vittima erano stati strappati poco prima del loro intervento. Cosa accadde? Secondo la pubblica accusa le tentate violenze sessuali sarebbero state perpetrate dal 4 al 19 ottobre 2021. In almeno due occasioni il 46enne avrebbe costretto la parte offesa, che condivideva la cella con lui, a subire atti sessuali. L’approccio era sempre lo stesso. Cercava spesso di accarezzargli le parti intime. Il giovane andava in bagno e lui lo seguiva. Così mentre il primo si trovava in piedi e di spalle, il secondo si avvicinava nudo e si strusciava su di lui. «Voglio avere un rapporto sessuale con te» gli avrebbe detto. Il giovane si spostava, cercando di allontanarlo e alla fine lui aveva desistito.






