Resta per il momento in carcere A. B., quarantenne, nato in Marocco ma cittadino italiano, incensurato, con un lavoro regolare, fermato la mattina del 14 agosto dai carabinieri, con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della moglie. L’ha deciso il giudice Francesca Tortora, che non ha però convalidato l’arresto, per una questioni tecnica di tempi (pochi minuti) tra il momento in cui sono scattate le manette e l’udienza, in cui l’uomo è stato difeso dagli avvocati Nicoletta Solivo ed Elena Chiastellaro.

L’ammissione davanti al giudice

Il quarantenne, davanti al gip, ha confessato di essere rientrato a casa la sera prima ubriaco e dopo aver consumato cocaina, come è stato anche confermato dalle analisi del sangue, da quel momento non ricorderebbe nulla di quanto successo, se non vagamente di un coltello. Si sarebbe anche dichiarato pentito delle sue azioni.

“Ti sgozzo, ti ammazzo”

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, una volta fatto il suo ingresso nella casa di frazione Cereie a Valdilana, avrebbe ripreso una discussione che durava da tempo con la donna per questioni familiari. Dopo aver svegliato lei e la figlia di appena un anno, aveva preteso lo seguisse fuori dalla camera da letto per parlare e dopo il suo rifiuto, urlando «Allah Akbar» e «per te questa è l’ultima, ti sgozzo, ti ammazzo» avrebbe impugnato un coltello e colpito la moglie al volto, alla spalla, al collo, sulle mani e sugli avambracci, sbattendole inoltre la testa contro una parete in cartongesso.