Una sorta di "cartello" degli skipass dietro al quale si muoveva il colosso Dolomiti Superski? L'ipotesi è dell'Antitrust, che indagava per presunte condotte anticoncorrenziali. Da par suo Dolomiti Superski ha messo sul piatto 30 milioni, onde evitare maxi-multe. Ma non bastano...

A sollevare nuove critiche è Assoutenti, che annuncia un intervento formale davanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. "I 30 milioni di euro messi a disposizione dal Federconsorzio Dolomiti Superski dopo i rilievi dell’Antitrust non bastano: troppi i limiti e le condizioni per godere degli indennizzi, mentre i prezzi degli skipass continuano a salire. Dal 2021, quello del Dolomiti Superski è aumentato del 28,4%", dichiara il presidente Gabriele Melluso, spiegando che l’associazione agirà "in rappresentanza dei consumatori".

Il caso ruota attorno agli impegni resi pubblici dall’Agcm, con cui il Federconsorzio e i dodici consorzi aderenti tentano di chiudere l’istruttoria aperta lo scorso anno. Al centro dell’indagine ci sono due profili ritenuti potenzialmente lesivi della concorrenza. Il primo riguarda il "coordinamento della politica tariffaria praticata dai consorzi aderenti", che coinvolge gli skipass validi nei singoli comprensori delle province di Bolzano, Trento e Belluno. Un coordinamento che, secondo l’Autorità, sarebbe addirittura previsto dallo statuto stesso del sistema Superski. Il secondo elemento contestato riguarda invece i vincoli imposti ai consorzi sulla vendita online dei titoli di accesso agli impianti, con una limitazione dell’autonomia nella distribuzione tramite operatori terzi.