Sono passati quasi dieci mesi da quando dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva avviato un’istruttoria nei confronti del comprensorio sciistico Dolomiti Superski – su segnalazione di Sportit, l’azienda titolare di Snowit – in relazione ai prezzi degli skipass. Precisamente per presunta “intesa restrittiva della concorrenza”. Per chiudere l’istruttoria, a mo’ di “risarcimento” per gli utenti potenzialmente danneggiati e per evitare la maximulta dell’Antitrust, ieri il consorzio ha proposto un rimborso skipass per le stagioni invernali dal 2022/23 al 2024/25, che però non convince Assoutenti.

Secondo l’Autorità garante del mercato, il carosello dolomitico, assieme ai 12 Consorzi aderenti, nelle stagioni sotto osservazione avrebbe attuato un’intesa illecita che di fatto avrebbe penalizzato la concorrenza in due modi differenti: definendo strategicamente i prezzi degli abbonamenti di zona e limitando la vendita dei propri skipass attraverso soggetti terzi.

A suo tempo – era il luglio 2025 – per bocca del suo presidente Andy Varallo, Dolomiti Superski aveva ricordato come «da cinquant’anni il nostro modello è valido e virtuoso, e ha portato molti benefici alle valli consorziate». Meno di un anno dopo, il consorzio stabilisce invece di mettere a disposizione dei consumatori ben 30 milioni di euro – pari a circa un decimo del suo fatturato annuo – ripartiti in due distinti plafond: una prima parte pari a 12 milioni di euro da destinarsi per l’erogazione di rimborsi cash (pari al 20% della spesa) a chi in quelle stagioni aveva acquistato uno skipass di valle giornaliero o plurigiornaliero; un secondo fondo pari a 18 milioni per l’erogazione di voucher-sconto del 30% per l’acquisto di nuovi skipass giornalieri e plurigiornalieri di valle.