Poco tempo fa le previsioni ci dicevano che un’auto capace di guidare completamente da sola sarebbe costata sui centomila euro. I tecnici lo dicevano con convinzione: sensori, lidar, intelligenze artificiali, batterie, tutto un delirio di siliconi e algoritmi che avrebbe fatto impallidire un’astronave di Star Trek. Roba da ricchi, da Silicon Valley, quindi.
E invece no: al salone dell’auto cinese James Peng, fondatore di Pony.ai, ha sparato una cifra incredibile: entro il 2027 un robotaxi completamente senza conducente – hardware, batterie e tutto il resto – costerà in Cina meno di 230.000 yuan. Ossia circa 29.800 euro. Esattamente il prezzo medio di un’auto nuova in Italia.
Il low-cost del low-cost della supertecnologia. E non è finita. Perché la stessa Pony.ai, in società con la Catl (quella delle batterie che ormai comandano il pianeta), ha presentato anche il Robovan: un furgoncino elettrico autonomo di livello 4, 18 metri cubi di carico, 450 chilometri di autonomia, che promette di tagliare i costi operativi del 40-50 per cento rispetto a quelli di un furgone con al volante un povero cristo che guida per vivere. Niente più autisti che si stancano, che fanno la pausa caffè, che si ammalano, che scioperano, che pretendono lo straordinario notturno.






