La stabilità regge, ma i venti di guerra minacciano i mercati. «In Italia i rischi maggiori per la stabilità finanziaria derivano dai fattori internazionali», avverte la Banca d’Italia. Il quadro globale si deteriora sotto i colpi del conflitto in Medio Oriente e delle strozzature logistiche, eppure il sistema Paese dimostra una resilienza di ferro.
Inizia con questa doppia lente, tra cautela e rassicurazione, l’analisi tracciata nel Rapporto sulla stabilità finanziaria dell’istituto guidato dal governatore Fabio Panetta. Il documento fotografa un ecosistema vigile in una fase di transizione assai delicata. «Il conflitto in Medio Oriente ha aumentato le vulnerabilità dell’economia e del sistema finanziario a livello mondiale», nota Via Nazionale.
Previsioni sull’energia
E i pericoli, questo il messaggio di fondo, potrebbero già materializzarsi nelle prossime settimane. L’ombra della crisi mediorientale si allunga sui costi dell'energia e sulle catene di fornitura. Il blocco nello Stretto di Hormuz e i rallentamenti nel Golfo Persico spingono i prezzi in alto, creando allarme in tutte le cancellerie europee.
Da novembre le quotazioni del greggio sono salite del 57% e i prezzi del gas naturale sul mercato europeo hanno toccato i 44 euro per megawattora. La dinamica intacca le certezze, costringendo i previsori a una correzione in corso d'opera. Palazzo Koch lo scrive a chiare lettere: «Le previsioni di crescita mondiale sono state riviste al ribasso, le aspettative di inflazione hanno subito un rialzo e le condizioni finanziarie si sono irrigidite».








