Il forte aumento dei dazi deciso dall'amministrazione statunitense sta "determinando una riconfigurazione degli scambi commerciali", spiega Bankitalia. L'assetto finale dei rapporti commerciali "resta incerto e il rischio di nuove escalation rimane alto". Inoltre i dazi "accrescono il rischio di un rallentamento dell'economia mondiale, nonostante la politica monetaria delle principali banche centrali si mantenga moderatamente accomodante". In Italia le condizioni dei mercati finanziari "sono nel complesso distese e beneficiano dell'andamento favorevole del mercato dei titoli pubblici italiani, della buona performance del sistema bancario e di una dinamica del credito in progressivo miglioramento grazie alla normalizzazione della politica monetaria". Al contempo, le prospettive di crescita dell'economia italiana "rimangono contenute e soggette a rischi legati prevalentemente a fattori esterni". Da un lato, spiega Bankitalia, "la tenuta dei redditi da lavoro, la bassa disoccupazione, la posizione netta sull'estero largamente creditoria e il debito privato contenuto costituiscono elementi di forza". Dall'altro lato, "l'elevato debito pubblico rimane un fattore di vulnerabilità". La raccomandazione per assicurare una "significativa riduzione" del debito pubblico in rapporto al Pil è che "sarà necessario combinare azioni concrete per sostenere la crescita con il mantenimento della prudente gestione delle finanze pubbliche, uno dei fattori alla base delle recenti revisioni al rialzo del merito di credito del Paese".
Bankitalia: rischi stabilità contenuti, ma possibili improvvise correzioni mercati
In Italia "i rischi per la stabilità finanziaria riconducibili a fattori interni permangono contenuti, mentre sono non trascurabili quelli...








