Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Giacomo Marchetti, responsabile del servizio di autotutela del corteo organizzato da Potere al popolo e Usb, parla di "un atto di gentilezza" nei confronti di Tino Ferrari, l'uomo che è stato allontanato dalla manifestazione

A distanza di giorni dal 25 aprile, che quest’anno è stato segnato dalla cacciata dalla Brigata Ebraica a Milano e dall’allontanamento di un professore in pensione con una bandiera dell’Ucraina, arriva la spiegazione per quest’ultimo, incomprensibile, gesto. A darla è Giacomo Marchetti, responsabile del servizio di autotutela del corteo organizzato a Bologna da Potere al popolo e Usb, che in una conferenza stampa ha giustificato quel gesto come un atto di gentilezza nei confronti di Tino Ferrari. Una spiegazione che zoppica su molti punti ma che dice tanto dell’attuale sinistra italiana.

“È stato abbastanza pesante l'attacco rivolto alla manifestazione, alla mia persona e alle altre che sono state coinvolte. Ma io mi assumo personalmente la responsabilità politica di ciò che è stato fatto: un allontanamento garbato di una persona che poteva perturbare il corteo, anche perché non è da escludere che ci fossero provocazioni”, ha dichiarato Marchetti, per il quale la priorità era “assicurare la tutela del corteo affinché si svolgesse: a questo signore, che io non conoscevo e aveva questi simboli, è stato spiegato perché poteva essere visto come provocatorio”. Inoltre, ha aggiunto Marchetti, Ferrari “è stato allontanato per assicurare la sua incolumità in quel contesto”. Una frase sibillina che lascia intendere molto altro e che si presta a scenari non particolarmente lusinghieri per chi ha partecipato a quello spezzone. Ma Marchetti si dissocia da chi ha strappato la bandiera, cosa "che io non ho fatto".