Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Ivan Grieco, content creator e attivista politico, aggredito al corteo per il no al riarmo perché aveva la bandiera ucraina oltre a quella palestinese
“Non si può stare con le bandiere dell’Ucraina. È quello che abbiamo deciso”. Così i ragazzi Pro Pal dei centri sociali vicini a Potere al Popolo e a Cambiare rotta hanno aggredito verbalmente Ivan Grieco, content creator e attivista politico che si era presentato alla manifestazione di piazza Vittorio con la bandiera ucraina e quella palestinese attaccate su un’unica asta.
“È una manifestazione pubblica. Gradiremo, cortesemente, che non aveste questa bandiera”, dicono i ragazzi come si può notare anche dal video girato e pubblicato dallo stesso Grieco che è stato rilanciato da Welcome to favelas e che ottenuto più di 800mila visualizzazioni. “Sennò cosa succede?”, chiede Grieco a cui, poco dopo, viene rubata la bandiera ucraina da una ragazza scaltra e veloce che scappa rapidamente col vessillo contestato in mano. “Ridatemi la bandiera”, grida il content creator mentre i ragazzi dei collettivi gli bloccano il passaggio e gli intimano di abbassare le mani. “Siete solo dei provocatori”, risponde, invece, un ragazzo dei collettivi. “Qual è il problema della bandiera Ucraina. Sono venuto a solidarizzare con i popoli invasi: Ucraina e Palestina. Perché non posso?”, si chiede Grieco che rimane sconcerto dalla risposta che riceve. “Sono fascisti”, dicono i manifestanti. Il video si conclude con l’attivista politico che commento: “Ah, in Ucraina sono fascista? In Russia sono fascisti!”. E aggiunge: “La Wagner che cos’è?”.






