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29 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:37
“La Guardia di finanza, dopo una serie di accertamenti, è venuta nei nostri uffici portandoci la notizia che Mauro Caroccia appariva essere stato socio, quanto meno tramite alcuni suoi familiari, con l’onorevole Andrea Delmastro per una società rispetto alla gestione di un ristorante. La prima nostra impressione è stata quella di sorridere”. È da questo passaggio, riferito dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi davanti alla Commissione parlamentare antimafia, che si capisce quanto potesse apparire inopportuno che il sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni frequentasse esponenti della criminalità e quanto fosse grave il caso della bisteccheria emerso con un’inchiesta giornalistica del FattoQuotidiano.
Il racconto del magistrato restituisce il clima iniziale di incredulità all’interno della Procura: “Poi abbiamo detto: figuriamoci cosa poteva avere a che fare con il sottosegretario. E abbiamo detto ai militari della Guardia di Finanza di andare a rifare gli accertamenti. Andate a vedere, ci sarà stata una omonimia, un errore”. E invece scavando sulla società “Le 5 Forchette”, srl creata nel dicembre 2024 a Biella e collegata alla Bisteccheria d’Italia, un ristorante in via Tuscolana (Roma). Metà delle azioni sono in mano a Delmastro e quattro suoi amici piemontesi: il segretario provinciale di FdI Cristiano Franceschini, il consigliere regionale Davide Zappalà, l’ormai ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, Donatella Pelle, moglie dell’avvocato Domenico Monteleone. Il resto delle quote, invece, sono intestate all’amministratrice della srl: Miriam Caroccia, all’epoca diciottenne, figlia di Mauro, il prestanome del clan Senese.









