Nuovo capitolo nell’indagine sulla società “Le 5 Forchette” di cui è stato azionista l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, poi dimessosi dall’incarico. I pm dell’Antimafia di Roma hanno disposto il sequestro del cellulare di Mauro Caroccia, l’uomo indagato assieme alla 18enne figlia Miriam, per riciclaggio e fittizia intestazione di beni. Gli inquirenti, che hanno affidato l’attività tecnica alla Guardia di Finanza, puntano a ricostruire, analizzando chat e messaggi, la genesi della Srl e anche i rapporti intercorsi tra Caroccia - che da febbraio sta scontando una condanna definitiva a quattro annidi carcere per reati di mafia - e gli azionisti che il 16 dicembre del 2024 firmarono l’accordo davanti a un notaio di Biella: oltre a Delmastro, l’ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, il consigliere Davide Zappalà e l’assessore comunale a Biella Cristiano Franceschini, tutti membri di Fratelli d’Italia.
La speranza degli inquirenti è che il telefono sequestrato possa “parlare” e fornire elementi utili a ricostruire le fasi immediatamente precedenti alla nascita della Srl. Da questo punto di vista nel cellulare potrebbero essere cristallizzate le comunicazioni intercorse tra l’indagato e lo stesso Delmastro. Nel corso dell’interrogatorio il braccio destro del clan Senese ha raccontato di avere conosciuto l’esponente di Fratelli d’Italia nel locale che all’epoca gestiva, “Baffo”. «Ci siamo piaciuti - ha sostanzialmente detto Caroccia - e ha deciso di farci beneficenza, di aiutarmi perché in quel momento ero incensurato». Per l’indagato l’apertura della società è stata una scelta «per sentirsi più tranquillo». «Una parte della criminalità mi vessava e da quel momento si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. I soldi li ha messi l’ex sottosegretario, è tutto tracciato».






