Oltre un terzo dei cittadini ha vissuto qualche criticità nel reperire i farmaci.
Il disagio è più marcato per i pazienti con malattie croniche: circa uno su dieci ha subito ritardi che ne hanno messo a rischio la continuità delle cure. A evidenziare l'impatto delle carenze sono i dati dell'ottava edizione del Rapporto sulla farmacia, presentato a Roma da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma.
Le carenze di farmaci possono verificarsi periodicamente per diversi motivi, per eccesso di richieste di alcune molecole, come è accaduto durante la pandemia Covid, per la chiusura di un'azienda o di una linea di produzione o, come inizia a verificarsi ora, a causa dell'impatto della crisi energetica, per la difficoltà delle aziende di sostenere costi di produzione in continua crescita non 'scaricabili' nel prezzo al dettaglio come invece avviene per altre merci.
In questo contesto, la farmacia funziona come 'ammortizzatore' del sistema, per garantire nella maggior parte dei casi la continuità terapeutica. "I farmacisti - spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma - possono, ad esempio, proporre la sostituzione del farmaco prescritto ma carente con uno equivalente (o generico), che ha la stessa efficacia e lo stesso principio attivo pur essendo 'no logo'. Possono, inoltre, verificare la disponibilità presso altri distributori o farmacie e segnalarne la carenza al medico, che può modificare la terapia. Possono allestire medicinali galenici presso i propri laboratori. E possono, infine, monitorare e gestire le scorte dei farmaci disponibili, segnalando le carenze".







