È un’attività di import-export con la Croazia l’ultimo affare intrapreso dal sessantenne imprenditore di Poggiomarino Francesco Vorraro prima di sparire nel nulla il 9 febbraio scorso. Anche questo elemento viene preso in considerazione dagli investigatori impegnati da ottanta giorni nella complicata indagine sulla misteriosa scomparsa del professionista. Il caso è all’attenzione del pm del pool anticamorra Giuseppe Visone che indaga sulle ramificazioni delle cosche malavitose radicate sul territorio vesuviano.

L’auto di Vorraro era stata ritrovata a Sarno il 10 febbraio nei pressi della zona industriale. L’uomo compare in alcuni filmati della videosorveglianza della zona mentre si allontana. Si verificano anche un paio di sagome riprese negli stessi filmati, forse persone con le quali l’imprenditore aveva appuntamento. Non hanno fornito alcun esito invece le ricerche effettuate nei giorni scorsi dai carabinieri di Torre Annunziata insieme ai vigili del fuoco nelle campagne a ridosso del comune di Terzigno. Il giallo dunque è ancora aperto.

Sono stati sentiti i familiari del sessantenne e si verificano le iniziative economiche poste in essere negli ultimi mesi allo scopo di individuare possibili indizi utili a restringere il campo delle ricerche. Così è emersa la pista dell’import-export con la Croazia. Per un altro investimento, 25mila euro destinati a un supermercato in Umbria nel 2017, Vorraro era stato coinvolto in un’inchiesta su un presunto impiego di denaro del clan Giugliano di Poggiomarino dalla quale era stato poi scagionato. Anche questa vicenda viene adesso doverosamente riletta dagli inquirenti alla luce di quanto accaduto a partire dalla sera del 9 febbraio, quando l’imprenditore è uscito di casa e non ha più fatto ritorno. Un mistero che riaccende i riflettori sulla zona vesuviana e tiene in ansia una famiglia da ottanta giorni.