È in questo contesto che la mera solidarietà risulta insufficiente e anzi spinge a interrogarsi sul mancato utilizzo degli strumenti legislativi preposti a contrastare l’intolleranza. Primo fra tutti la Legge Mancino, in vigore dal 1993 per introdurre «misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa». Un testo che punisce con reclusione di varia durata sia chi diffonde sia chi commette violenze sulla base di idee razziste. Sarebbero sufficienti solo le righe dei primi commi per rinviare a giudizio molti dei sedicenti «antifascisti» che a gran voce hanno insultato gli ebrei fino a ottenerne la cacciata dal corteo.