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26 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:05
“Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse”, associato all’immagine di una donna di etnia rom; “Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore”, e questa volta il protagonista è un uomo nero; “Blocchi una strada a chi lavora? Finisci in galera”, corredato di ragazzo con i rasta. Sono i contenuti dei manifesti affissi per Roma dalla Lega per la campagna sul ddl sicurezza. Realizzati con l’intelligenza artificiale, i manifesti sono stati rimossi dal Campidoglio poiché violano le norme vigenti circa i contenuti etici delle pubblicità. Mossa che ha scatenato le ire del Carroccio.
A rendere noti i motivi della rimozione è stato lo stesso Comune di Roma, specificando che i manifesti – molti dei quali erano già stati imbrattati con vernice rossa dagli attivisti – contenevano “stereotipi legati all’appartenenza etnica“. Un’azione che la Lega ha definito “un evidente caso di bavaglio comunista“: “Apprendiamo con enorme rammarico che il Comune di Roma avrebbe agito per far rimuovere i manifesti della Lega, affissi e regolarmente pagati, sul decreto sicurezza. Una censura a tutti gli effetti che riteniamo assolutamente ingiusta”, ha commentato il vicesegretario federale della Lega, Claudio Durigon. “Cercare di mettere a tacere gli avversari politici con questi mezzucci subdoli è contrario ai principi democratici su cui si fonda il nostro Paese – prosegue -. Andremo fino in fondo per far luce su questa vicenda”.










