Nonostante il pressing di Roma, Bruxelles non cambia idea. «La nostra raccomandazione è generalmente quella di mantenere una risposta contenuta e di restare all'interno dei parametri dei piani strutturali di bilancio nazionali», ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, interrogato sulla possibilità che l'Italia chieda una deroga nazionale al Patto di stabilità per intervenire sulla crisi energetica. Dombrovskis ha inoltre fatto sapere che una richiesta formale per una deroga non è stata ancora presentata all'esecutivo europeo. Una risposta a cui fa eco la posizione di un portavoce della Commissione, secondo cui «non esiste alcuna possibilità per uno Stato membro di uscire unilateralmente dal Patto di stabilità e crescita».

Per palazzo Berlaymont, inoltre, «gli Stati membri possono adottare le misure fiscali che ritengono necessarie per sostenere famiglie e imprese vulnerabili», a condizione che «la crescita della spesa netta resti entro il limite raccomandato dal Consiglio».

Un monito che suona come una beffa a pochi giorni dalla certificazione di Eurostat sul deficit italiano nel 2025, assestatosi sul 3,1% e quindi insufficiente per permettere all'Italia di uscire dalla procedura europea per deficit e rilassare quindi il controllo dell'esecutivo europeo sulle finanze pubbliche.