Nell'ultimo giorno utile per eleggere un nuovo presidente della Repubblica in Kosovo, prima che il Parlamento, passata la mezzanotte senza un esito positivo, venga inesorabilmente sciolto - come prevede una sentenza della Corte costituzionale -, prevalgono ancora i veti incrociati.
L'inizio dei lavori era previsto per questa mattina, ma la presidente dell'Assemblea, Albulena Haxhiu, che occupa anche la carica di presidente ad interim dopo la fine del mandato di Vjosa Osmani all'inizio del mese, l'ha rinviata alle 14, sostenendo di voler dare all'opposizione il tempo di partecipare.
Ma i deputati dei partiti di opposizione (Pdk, Ldk e Aak) hanno di nuovo disertato l'aula, dopo aver di fatto bloccato la seduta di ieri sera, nella quale il Movimento Vetëvendosje (Lvv, Autodeterminazione) del premier Albin Kurti aveva aveva proposto due nuovi candidati alla presidenza: Feride Rushiti e Hatixhe Hoxha. Pur in assenza del quorum necessario, la votazione si è svolta e Feride Rushiti ha ottenuto 63 voti al primo turno, mentre Hoxha non ha ricevuto alcun voto. Un voto è stato dichiarato nullo. I rappresentanti dell'opposizione e della società civile hanno affermato che votare per il presidente senza il quorum necessario viola l'ordine costituzionale. Per eleggere il presidente, sono necessari i due terzi dei voti nell'Assemblea, composta da 120 seggi. Al primo e al secondo turno servono 80 voti, mentre al terzo ne bastano 61, ma la Costituzione specifica che devono essere presenti in aula 80 deputati. Kurti ha tenuto diversi incontri con i rappresentanti dell'opposizione nel tentativo di raggiungere un accordo sulla questione del presidente, ma senza successo.






