Si chiama Rafa, e questo basta già nel tennis a evocare un mondo. Ma questa volta non è Rafael Nadal, non è il passato che torna, è il presente dirompente. Rafael Jodar è il nome nuovo che si sta infilando con decisione dentro il racconto del tennis, in un momento storico in cui, a giorni alterni, si cerca il famoso terzo incomodo del tennis, ecco spuntare un candidato autorevolissimo. Mentre tutti guardano a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, Jodar si sta costruendo un posto proprio, a 19 anni e in soli 5 mesi di professionismo. Partito da una wild card, il giovane spagnolo sembrava potesse sfruttare la possibilità concessa dagli organizzatori per fare esperienza. Ha fatto di più. Le vittorie con Alex de Minaur e Joao Fonseca non sono da considerarsi semplici exploit, ma partite vere, piene, giocate con una personalità che raramente si vede in chi è appena arrivato. Già a Barcellona aveva lasciato intravedere qualcosa, con quella semifinale persa con Arthur Fils, ma è alla Caja Magica che il salto di percezione si è completato. Non è più un prospetto, è già un giocatore che ad oggi e su questa superficie sposta gli equilibri.

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