TREVISO - Rabarbaro e pino mugo, miso di ricotta e mirtillo, yogurt e polline. Ma anche nocciola macinata a pietra, stracciatella al bastone, kiwi giallo. A Treviso c'è un giovane gelataio che da due anni sperimenta gusti e abbinamenti, con un'unica regola: tutto al naturale e meno ingredienti possibili. "JJ Gelato" all'inizio di via San Nicolò, a due passi da piazza della Vittoria, sta diventando un punto di riferimento per chi vuole qualcosa di diverso dal solito.
Ma cosa ha spinto Gioele Silvello, JJ appunto per gli amici, a dedicarsi con così tanta passione al gelato? Originario di Cittadella (Padova), classe 2002, ha iniziato studiando trasformazione alimentare al Marco Polo di Pove del Grappa, apprendendo tutte le tecniche relative alle conserve, ai formaggi, alla cioccolateria, poi lo stage da panettiere a 14 anni: «Volevo lavorare subito, è stato un inizio duro dice sorridendo il secondo stage l'ho fatto in pasticceria e lì ho imparato a trattare la materia prima, a creare, a tenere pulito un laboratorio a vista... insomma, un bel bagaglio di esperienza. L'anno dopo facevo la mattina in pasticceria e la sera in pizzeria, così ho sperimentato il mondo del food a 360 gradi».
E il gelato? Un pallino sempre avuto, così dopo un corso dedicato di due mesi a Bologna, a 19 anni parte per un'esperienza che richiama un po' i tempi passati: va a lavorare in una gelateria in Germania: «Li ho imparato come bilanciare le ricette, usando latte, zuccheri, emulsionanti, texture spiega e anche come si tiene in piedi un'attività, perché mi avevano affidato in toto il punto vendita. Ma la cosa bella è che di giorno facevo "gelato italiano per tedeschi", la sera avevo il laboratorio tutto per me: alle 19 chiudevo e fino a mezzanotte sperimentavo».






