Il governo ha deciso: si costituirà parte civile nel processo sulla tragedia di Crans-Montana. E dopo l'ennesima polemica a distanza con la Svizzera, in seguito all'invio alle famiglie delle fatture per le spese sostenute dall'amministrazione elvetica nelle cure ai feriti italiani, il governo italiano ha dato mandato a Romain Jordan, che rappresenta oltre 14 famiglie delle vittime dell'incendio di predisporre il documento da presentare alla procura di Sion. L'ammissione non è automatica, anzi il codice di procedura penale svizzero è molto chiaro. Ma adesso proprio l'invio della fatture, che dovrebbe pagare il ministero della Sanità, potrebbe essere uno dei motivi della costituzione. Soddisfatte le famiglie che, sin dal primo istante hanno sentito il sostegno del governo. «Siamo soddisfatti che lo Stato a formalizzare la sua costituzione nel procedimento. Un segnale chiaro di sostegno alle famiglie», commenta l'avvocato Fabrizio Vantimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nell'incendio.
Il codice di procedura svizzero prevede che un ente pubblico possa essere ammesso come parte civile a processo soltanto nel caso di un danno economico diretto. E l'Italia sostiene di avere dovuto pagare un conto molto salato per la tragedia del primo gennaio a Crans, dove sei ragazzi italiani sono morti e undici sono rimasti gravemente feriti.












