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28 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 8:04
Il Centro studi “Paolo e Rita Borsellino” di Palermo è a rischio. Dai primi giorni di aprile la biblioteca – cuore pulsante dell’attività, solitamente aperta al pubblico nei giorni feriali – è stata chiusa a causa del pericolo di caduta calcinacci dal tetto: la copertura dell’immobile (un bene confiscato alla mafia) presenta preoccupanti infiltrazioni di acqua nelle stanze. A lanciare un appello all’amministrazione comunale – proprietaria dello stabile – affinché intervenga al più presto, sono il presidente del Centro, l’ex magistrato Vittorio Teresi e i famigliari della sorella del giudice ammazzato dalla mafia il 19 luglio 1992.
“Indebolire il Centro – spiegano Cecilia Fiore e Emilio Corrao, figlia e genero di Rita Borsellino – anche se solo nella sua struttura fisica, significa mettere a rischio un simbolo che appartiene non solo alla nostra famiglia ma alla città di Palermo e all’intero Paese. Significa compromettere uno dei più importanti biglietti da visita civili e culturali della città, nato in opposizione al “puzzo del compromesso” del periodo stragista”. Un appello al quale ora il Comune è deciso a rispondere: “I nostri tecnici – precisa al nostro giornale l’assessore ai beni confiscati e alla legalità, Brigida Alaimo – hanno già fatto un sopralluogo. Stanno predisponendo una stima dei lavori che dovranno essere svolti per poi trasmettere il preventivo alla giunta. C’è tutta l’intenzione di far fronte a questa situazione ma dobbiamo prima comprendere l’entità del danno. Stiamo procedendo verso la risoluzione del problema”.







