Cade l’amministrazione comunale di Ostuni, guidata dal sindaco Angelo Pomes. La svolta inaspettata dopo le dimissioni di tredici consiglieri comunali, formalizzate nel pomeriggio odierno dinanzi a un notaio. Pomes era stato eletto nelle fila del Partito democratico nel 2023, con il 63 per cento dei voti, e solo lo scorso marzo era stato eletto presidente della provincia, superando il sindaco di Brindisi, Pino Marchionna, nello scrutinio.

Da mesi l’amministrazione comunale era attraversata da una crisi, sfociata nella revoca di alcune deleghe a tre assessori di area socialista lo scorso 4 luglio. Pomes, a causa dello scollamento tra l’area del Partito Democratico e quella del gruppo dei socialisti, che si trascinava da ormai un anno, guidava così un esecutivo cittadino dalla maggioranza risicata che nelle ultime ore è venuta meno.

L’ago della bilancia ha proteso verso la fine del mandato dopo che anche la consigliera Laura Greco – sempre in maggioranza ma come indipendente, dopo l’uscita dal movimento “Consenso civico” – ha aderito alla firma davanti al notaio. Compatto il centrodestra nella sfiducia al sindaco, con rappresentati di Fratelli d’Italia e Forza Italia, in aggiunta al gruppo dei socialisti e alla stessa Greco, per un totale di 13 firme che segnano la caduta della giunta. Adesso si attende la formalizzazione dello scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento del comune. Con la fine del mandato di sindaco della città, Pomes decade anche dalla carica di presidente della provincia.