Viaggio nella memoria dei tanti presenti all’inaugurazione della nuova sede dell’archivio storico: 140 anni di pagine e storie che hanno accompagnato la vita di tutti i liguri
Genova – Il Secolo XIX è “la mia famiglia”, “il papà o il nonno con il giornale sotto al braccio la domenica mattina”. Ancora: “è il profumo di caffé mentre si sfogliano le notizie a casa”; “quel trionfo del Genoa o della Samp”. Tutti hanno un ricordo, un’emozione immortale che si custodisce dentro di sé. Il quotidiano della Liguria che ha appena compiuto 140 anni è un parente stretto di noi liguri, ci ha accompagnato tutta la vita. Basta nominarlo e un’immagine nitida nella memoria ritorna a tutti, provateci anche voi. Che sia cronaca, calcio, un evento, tutti conservano ricordi che leggendo il giornale hanno scatenato emozioni. Sfogliare le pagine del nuovo archivio storico di piazza Piccapietra è fare un grande viaggio dentro se stessi, oltre che una carrellata della nostra storia come comunità e regione.
“Per me il Secolo è un regalo di compleanno che ho ricevuto dal mio migliore amico, la pagina incorniciata nel giorno del mio compleanno, quella originale”, confessa Stefano Messina, presidente di Assarmatori, il suo ricordo più caro legato al quotidiano. Per lui sfogliare le pagine al mattino è ancora un rito quotidiano: “La consegna porta a porta secondo me è stata più rivoluzionaria dell'Ipad, dato che non sempre c’era il tempo di correre in edicola prima di andare al lavoro o in università: leggere invece il Secolo facendo colazione con la Moka, il caffè, è stata una rivoluzione. Poi ovviamente noi genovesi: necrologi, economia marittima, sport”.






