Roma, 27 apr. (askanews) – Al via la sperimentazione nel distretto del Po per migliorare la conoscenza del bilancio idrico dell’area risicola e delle interazioni tra pratiche irrigue, acque superficiali e falda. Se ne è discusso oggi in un incontro promosso dai promotori del progetto: l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO), con Regioni Lombardia e Piemonte, Consorzi irrigui. Il distretto del Po si configura infatti sempre più come un hotspot climatico, fortemente esposto agli effetti del climate change. La crescente variabilità delle precipitazioni, l’aumento delle temperature e la maggiore frequenza di eventi estremi stanno infatti incidendo in modo significativo sulla disponibilità di acqua, mettendo sotto pressione uno dei sistemi agricoli più importanti d’Europa.
Nell’area risicola del Piemonte orientale e della Lombardia occidentale si concentra circa un terzo dei prelievi irrigui complessivi del distretto, rendendo la gestione della risorsa in questi territori determinante per l’equilibrio complessivo del sistema. Un ruolo-chiave è svolto dal fiume Ticino, principale affluente del Po e asse portante dell’approvvigionamento idrico dei comprensori irrigui di valle, la cui regolazione risulta sempre più centrale per garantire la disponibilità di risorsa nei periodi critici.







